sabato 7 giugno 2014

GIOVANNA LACEDRA
Live performance, drawings and poetry - Ideazione e cura: Giovanna Lacedra
"EDGE | Ultimo Ritr-Atto"
45’ circa.

Sylvia Plath si tolse la vita all’alba dell'11 febbraio 1963. Preparò la colazione per i suoi due bambini ancora addormentati. Depose sul comodino pane e latte e spalancò la finestra della loro stanza. Poi si recò in cucina, sigillò la porta, infilò la testa nel forno, aprì il gas e si ammazzò. Aveva solo 31 anni e non poteva immaginare che, dopo la sua morte, sarebbe stata considerata una delle voci poetiche e più potenti del Novecento. “EDGE” è la sua ultima poesia, scritta pochi giorni prima della sua morte. “EDGE” è un suicidio annunciato, il suo modo di prendere commiato. “EDGE” è l’ultimo autoritratto in versi di Sylvia Plath. Ultimo Atto e ultimo Ritratto di un genio sprecato dal male di vivere. “EDGE” è una performance che rivisita il tema del suicidio femminile come alienazione estrema, ritorno al grembo materno, spasmodica e disperata ricerca di una quiete ancestrale fatta di placenta. Quando una donna non sa essere madre. Né di se stessa, né di ciò che al mondo lascia. E Sylvia al mondo ha lasciato due figli e un’infinità di preziose poesie. Ogni poesia un ritratto. E così, 100 ritratti-sindoni di Sylvia cadranno dal mio corpo greco. In ciascuno di essi saranno custoditi alcuni dei suoi versi. Ogni sindone che cadrà sarà un passo all’indietro che compirò. Per offrire il mio latte ad un figlio assente. E per riavvolgermi poi, bianco serpente, nel mio stesso grembo.